Laboratorio di fotografia e autorappresentazione narrativa, realizzato nella nostra sede Il Nodo di Monselice (PD), dove è già presente una attività di fotografia analogica, sviluppo e stampa. L’autoritratto è stato utilizzato come strumento di narrazione e riflessione personale ed ogni partecipante ha progettato e realizzato il proprio autoritratto fotografico, utilizzando un elemento come chiave narrativa. Il percorso si è sviluppato attraverso momenti di condivisione, confronto, esplorazione visiva e creativa, in uno spazio sicuro in cui i partecipanti hanno potuto elaborare la propria immagine e darle nuovo significato.
La scelta di realizzare delle fotografie analogiche non è stata solo una scelta tecnica, infatti la fotografia analogica è un’arte che vive nell’attesa, nell’incertezza, nell’errore, ed è preziosa proprio per le sue imperfezioni.
Ogni scatto è un piccolo atto di fiducia, una resa all’imprevisto. Eppure è proprio lì che la foto prende vita, che acquista carattere, che diventa memoria e racconto. Ogni dettaglio non perfetto diventa un segno unico, irripetibile, che si riempie di significato e racconta più della semplice immagine.
Racconta una storia che non avevamo previsto, e forse proprio per questo, vera. Così è la vita: mai nitida come vorremmo, mai interamente a fuoco, fatta di chiaroscuri, che nella sua imprevedibilità, come in quella di uno scatto, ci costringe ad osservare più da vicino, a fare dell’imperfezione il punto da dove ricostruire il nostro racconto.
